Linguaglossa

Il Comune di Linguaglossa

Etna

Linguaglossa (m 550 s.l.m., 5534 ab., 58,38 kmq) si trova alle pendici nord orientali dell’Etna, nella radura sottostante il meraviglioso Bosco Ragabo. Il nucleo storico si è sviluppato a ridosso della reggia trazzera, in passato importante via verso l’interno dell’isola. Da qui transitavano il legname e la resina provenienti dalla Pineta e diretta agli imbarchi jonici. Il toponimo Linguagrossa compare in un documento del 1145, quando Ruggero d’Altavilla stabilisce i confini per l’archimandrita di Messina, e la fondazione dei primi borghi è di certo medievale. Resti di epoca anteriore, rinvenuti nei colli vicini, dimostrano la frequentazione di questa regione fin dall’antichità.
Dopo i Vespri (1282), gli aragonesi assegnarono queste terre a Ruggero di Lauria (1245 – 1304), ammiraglio della flotta siculo- aragonese, per le sue imprese militari contro gli angioini. Linguaglossa da tempo forniva legname e pece per l’Arsenale di Messina. Per un periodo fu feudo dei Filangieri, per poi essere data da re Martino in lunga concessione alla famiglia Crisafi (1392 – 1568), i quali rivestivano già pubblici incarichi a Messina. Passò poi come baronia ai Cottone (1568), ai Patti (1579), ed infine ai Bonanno e Gioieni (i Gioieni da secoli possedevano le terre di Castiglione) con Don Orazio (1606), ottenendo il titolo di principato nel 1626 (periodo in cui furono venduti in Sicilia nuovi titoli con relativi diritti giurisdizionali). Nel 1634, in piena Guerra dei Trent’anni, Filippo IV di Spagna, in seguito ad un considerevole esborso di denaro, dichiarò Linguaglossa città diletta e libera.
Attorno al toponimo LINGUAGROSSA (riportato sul prospetto del Palazzo Municipale) sono fiorite diverse ipotesi. Qui ricordiamo quella che identifica le prime genti che vi abitarono come “chiddi da lingua rossa”; un’altra riconduce ad una lingua di lava che si spinse fin qui, sulla quale si edificò il borgo antico; senza dimenticare il promontorio e la striscia di terreno alluvionale coltivato lungo il torrente percorsi da un’antica trazzera.
Il borgo medievale più antico è quello intorno alla chiesa di S.Egidio. il paese si distingue per un centro storicoben conservato, con numerosi vicoli profumati di gelsomino e vetusti portali (anche preesistenti il terremoto del 1693), qualche edificio barocco e l’alternanza di pietra lavica dell’Etna (basamenti, finestroni, mascheroni) e diarenaria e tufo provenienti dalle vicine alture. Ma ciò che caratterizza il centro sono i bei palazzetti tardo-ottocenteschi e Liberty che prospettano sulla via principale e sulle piazze. Così il Palazzo comunale, opera di Pietro Grassi (1907), con eleganti bifore mitrate.

Linguaglossa è  anche e soprattutto la montagna: l’Etna.

Linguaglossa è infatti una stazione turistica estiva ed invernale di livello internazionale.
La pineta di Linguaglossa e Piano Provenzana sono punto d’incontro per gli appassionati dello sci alpino, sci di fondo e lo sci d’alpinismo. In estate da Piano Provenzana si possono  raggiungere le zone  sommitali del Vulcano, con i mezzi fuoristrada della Società S.T.A.R., nonché per itinerari naturali nati lungo percorsi di rara bellezza. Linguaglossa si compiace dell’abbraccio che il vulcano ha voluto riservarle cingendolo col verde di una vegetazione mozzafiato. E’ la natura l’impareggiabile ricchezza del paese di Linguaglossa, con l’Etna che fuma in alto e lo scintillio dello Ionio in basso.